Contatto 2: Un inaspettato finale

Una movimentata notte del 2005 con le Guide delle Confederazioni, tra le rovine del tempio Inca di Rumicucho adagiato sulla latitudine zero dell’Equatore

 

In uno dei messaggi ricevuti dalla nostra leader Diva Gomez, poco tempo dopo l’incontro di Cochasqui, la Guida Sinaix, responsabile del contatto con il gruppo Alias Union, aveva chiarito che le sfere ricevute nell’incontro notturno rappresentavano i doni che ogni singolo membro del gruppo aveva scelto all’inizio dell’avventura con i “Fratelli Maggiori”: telepatia, intuizione, telecinesi, chiaroveggenza,ecc.

Le sfere, di differenti colori e densita’, erano veri e propri imput vibrazionali che rappresentavano una sorta di “pacchetto” di software cosmico per aumentare le capacita’ personali e le facolta’ che l’essere umano ha dimenticato di usare.

Io avevo scelto la telepatia, e la sfera corrispondente mi avrebbe aiutato a sviluppare questo dono.

Nel momento di scrivere questo articolo ricevo un messaggio, via scrittura automatica, dalla Guida Olodeon, il padre fondatore delle Confederazioni, per aiutarmi a spiegare meglio l’essenza delle sfere.

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Andrea,

le sfere annunciate e donate nell’incontro notturno sono riflessi del gusto di ogni persona che scelse il proprio cammino e la propria missione.

Non interagiscono con il corpo fisico visibile all’uomo, ma creano una relazione intima con il corpo eterico sinapsi cerebrale argomento ghiandola pituitaria.

Un’ onda, un’ energia, una vibrazione, un nervo, tutto combacia e si allinea. Nel tuo caso la telepatia non acuta non diretta, capti il gusto, il desiderio in un momento dato non immediato. Lavora con la tua vibrazione e il dono arrivera’ a livelli impensati.

Olodeon

Padre delle Confederazioni

Roma, Febbraio 2015

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La preparazione per l’incontro con le navi spaziali delle Confederazioni, per lo meno con alcune navi, visto che ne esistono migliaia, tutte con un nome proprio (come facciamo noi con le navi… marittime), era stata simile ai precedenti programmi di elevazione vibrazionale consigliato dalle Guide.

Solo nel mio caso, avendo all’epoca problemi di sinusiti e dolori muscolari per via del clima non certo temperato degli ultimi mesi, era stato necessario utilizzare un sistema naturale la cui ricetta mi era stata trasmessa dai Maestri:

Andrea,

fai bollire in una pentola alcuni rami di ortica piu’ un pizzico di zolfo, 2 volte al giorno, l’infusione di ortica da sola 4 volte, il fumo che uscira’ dalla pentola lo assorbirai con il naso, usa un asciugamano per coprirti.

Bere un infuso di dente di leone.

Poco a poco la forte sinusiti se ne andra’…devi avere bisogno di una telepatia graduale, tu hai voluto telepatia e telepatia avrai, ma non dimenticare che tutto e’ frequenza e vibrazione.

Allo stesso tempo fai bollire acqua con anice, lattuga e foglie di dente leone, alla fine della doccia passati tutto il corpo soprattutto fronte e testa con una spugna inzuppata con questa infusione tiepida. Questi bagni sono eccellenti, purificano l’anima e puliscono l’aura.

E’ un sistema che usavano nell’antica Babilonia per purificare il corpo, lo spirito ed aiutare l’apertura del terzo occhio.

Maestri Ascesi

Gennaio 2005

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Dunque, tre mesi prima dell’incontro programmato a Rumicucho, mi toccava realizzare il trattamento 100% naturale, visto che difficlmente le Guide consigliavano l’utilizzazione di medicine artificiali. Non si trattava di una cura molto complicata da seguire e la situazione migliorava con il trascorrere del tempo, i dolori di testa dovuti alla sinusiti erano quasi scomparsi e la mia vibrazione telepatica cresceva.

Tra le Guide responsabili dell’appuntamento di Marzo, ve ne era una per noi nuova, chiamata Neloisis, che non aveva mai contattato il gruppo fino a quel momento, ma che era molto conosciuta nell’antichita’. Secondo la signora Diva, responsabile principale del contatto Alias Union a Quito, le Guide avevano un’eta’ “terrestre” ed un’eta “cosmica” che poteva variare da Guida a Guida, con una media di 3000 / 4500 anni secondo la nostra concezione del tempo, che si riassumeva in 30 / 45 anni secondo il loro concetto temporale.

Ed e’ per questo che molte Guide sono anche state rappresentate da testi, disegni ed iscrizioni sin da tempi antichissimi della civilta’ umana.

Ad esempio, il generale Ur Tanner era conosciuto in Egitto come il Dio Anubi, la Guida Oannes (la cui straordinaria visita nel 2006 sara’ descritta e documentata con tanto di fotografia nel mio prossimo articolo), immortalato nei bassorilievi della Mesopotamia, ecc.

Anche in questo caso, Diva aveva ricevuto, nel corso delle settimane precedenti al giorno dell’incontro, informazioni in linea di massima del luogo e data dell’appuntamento (l’orario sempre veniva dato all’ultimo momento) attraverso messaggi criptati, rebus matematici, quartette in rima ed anche messaggi chiari e diretti riguardanti lo scopo della visita e le Guide partecipanti.

La ragione, come gia’ spiegato nell’articolo dell’appuntamento di Cochasqui, e’ il cercare di minimizzare il rischio di interferenze con la razza extraterrestre negativa per eccellenza, la razza grigia che risiede in un pianeta di Zeta Reticuli, razza ritenuta dalle Guide la vera piaga dell’Universo, di numero enorme, superiore a tutti i membri delle Confederazioni assieme, in costante espansione grazie alla loro posibilita’ di autoclonarsi ed in costante ricerca di nuovi pianeti da occupare.

Osserva un pezzo di carne putrefatta assediata da centinaia di vermi. Cosi’ i Grigi di Zeta Reticuli si propagano e cosi’ noi li consideriamo

E’ la descrizione piu’ efficace data dalle Guide per spiegare chi sono i Grigi.

L’anello di protezione intorno alla Terra creata dalle Confederazioni a volte non riesce a fermare l’entrata aggressiva e quasi isterica dei Grigi di Zeta Reticuli con i loro piani distruttivi; a volte le loro navi triangolari tremendamente rapide vengono fermate prima di entrare nell’atmosfera terrestre e ricacciate via, a volte vengono eliminate ma a volte riescono ad entrare e perfezionare i loro propositi diretti (abductions) ed indiretti (creazione e spargimento di malattie attraverso i chupacabras, che sono le lore mascotte favorite).

E’ logico immaginare che il miglior sistema per annichilire un pianeta non e’ attraverso un attacco frontale, che presupporrebbe l’utilizzazione di ingenti forze materiali e fisiche, ma attraverso la propagazione occulta di malattie contagiose, malattie che nascono impovvisamente e che si possono considerare armi biologiche di distruzione di massa, e in questo i Grigi di Zeta Reticuli sono esperti. Una mucca pascolando pacificamente in una mandria viene rapita dai chupacabras, portata su di una nave, contagiata da virus extraterrestri e riportata nel mezzo della mandria, senza che nessuno ci faccia caso: e’ il miglior veicolo di propagazione delle malattie attraverso l’utilizzazione della sua carne e del suo latte.

Neon e’ il leader e capostipite della razza, la Z e’ il loro simbolo (dal nome della costellazione in cui vivono, ma anche dal loro simbolo, il serpente), i grigi sono esseri che riescono ad aprire varchi dimensionali con i propri occhi, entrarci ed operare in tutta tranquillita’.

La pelle radioattiva ed altamente tossica che li contraddistingue, ha per conseguenza l’impossibilita’ di avvicinarsi fisicamente a loro senza subire gravi conseguenze fisiche, da cui la falsita’ di qualunque video di supposte interviste con questa razza in cui si specula sulla loro autenticita’. Neanche le Guide, a meno di accorgimenti specifici, possono avvicinarsi ai Grigi.

Normalmente l’errore e’ considerare i Grigi come una unica razza, ma e’ come considerare che lo siano anche gli orientali con occhi a mandorla: non esistono solo i cinesi, ma anche i coreani, i giapponesi, i tailandesi, ecc. ed ognuno appartiene ad una civilta’ differente.

Non c’e’ da stupirsi che, secondo un messaggio ricevuto dalla signora Gomez, i Grigi di Zeta Reticuli, attraverso il loro sistema aggressivo diretto, le abductions, abbiano individuato, sequestrato e condizionato un bimbo di nove anni e tre mesi chiamato Adolf Hitler, dall’indole gia’ maniacale, depressiva e demoniaca, aiutandolo ad essere uno dei personaggi piu’ malvagi della storia umana, aiutandolo allo stesso tempo a creare una macchina bellica e propagandistica ai limiti della perfezione e assolutamente avveniristica per l’epoca, con la doppia Z a ricordare la provenienza extraterrestre della realta’ nazista e l’originalita’ delle loro macchine e tecnologia (i dischi volanti costruiti in collaborazione con i Grigi sono ancora nascosti in grotte sottomarine delle coste olandesi).

Ecco spiegata l’estrema cautela utilizzata dalle Guide per contattare telepaticamente e via scrittura automatica i membri del gruppo Alias Union.

A volte pero’ i Grigi, nonostante non abbiano un grande livello di telepatia, riescono a captare i messaggi e, piu’ in generale, le attivita’ di contatto tra le migliaia di Guide e i molteplici gruppi sparsi nel mondo, con conseguenze nefaste.

Assolutamente contrari alla rivelazione epocale dell’esistenza di civilta’ extraterrestri, preferiscono lavorare al buio e sottotraccia cooperando con entita’ al di sopra delle organizzazioni governative ufficiali, aiutando a denigrare i contattati autentici attraverso il loro successivo rapimento e lavaggio del cervello, trasformandoli in fenomeni da baraccone.

Ecco perche’ tutti i casi controversi di contatto (controversi per la presentazione iniziale da parte dei contattati di eccezionali informazioni e materiali veridici difficili da smontare e successivamente dichiarazioni assurde e fuori luogo, fotografie truccate e dichiarazioni paradossali) da Adamski a Carlos Diaz, da Billy Meier a Eugenio Siragusa, possono essere risolti con: “Il contatto iniziale e’ autentico, il successivo e’ falso”. Ovvero, una volta terminato il contatto, i soggetti incominciano a produrre “prove” assolutamente redicole, oramai in preda a deliri di grandezza e onnipotenza.

Un contatto e’ sempre sinonimo di umilta’.

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Come mi disse la Guida Sinjansen nel 2010:

Amico mio, come vedi possiamo comunicarci, solo chiedi ed io saro’ disposta a rispondere. Il caso Billy Meier molto reale e concreto. Il contatto e’ terminato molti anni fa, ora sono solo mentalismi. Noi decidemmo di contattarlo per ragioni di propaganda e attualizzazione della nostra presenza furtiva tra di voi. Il finale del contatto ha un valore secondario.

Sinjansen, leader delle Sette Sorelle

Marzo 2005

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Arriva il giorno dell’appuntamento, a pochissime ore dall’equinozio di primavera.

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Eccomi!

Stiamo per tornare a Rumicucho 3 anni dopo il nostro primo incontro con le Guide, dove per la prima volta avevamo avuto la possibilita’ di conoscerle in tutto il loro splendore. Ero emozionato anche per questo, chissa’, forse avrei avuto un altro meraviglioso incontro con la mia guida Kintor, sorridente nella sua uniforme bianca attillata con un bel colletto stile Jean Paul Gaultier… Nessuno di noi lo poteva sapere, anche perche’ la signora Diva era molto enigmatica il giorno degli appuntamenti.

In realta’ era concentrata nel ricevere gli ultimi dettagli e calcolare il luogo esatto, la disposizione dei membri sul terreno, il numero delle navi che sarebbero arrivate.

Finalmente fisicamente integro, senza dolori articolari e con la sinusiti oramai scomparsa, mi preparo all’appuntamento con le Guide assieme agli altri membri del gruppo. Passo a prendere la signora Gomez intorno alle 6 di sera sotto casa sua, nell’umile settore di San Juan, dove gli undici “invitati” al contatto stanno realizzando un “checking list” pima di partire.

Tre macchine disposte in fila mi stanno aspettando, e la signora ci legge a voce alta l’ultimo messaggio inviato da Neloisis, il responsabile dell’appuntamento a Rumicucho.

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Il responsabile del contatto di Rumicucho, la Guida Neloisis

Comincia il viaggio verso la Mitad del Mundo, a pochi kilometri a nordovest di Quito, in una zona molto arida, secca e caratterizzata da un sole sempre forte, venti e polvere.

Con me in macchina anche Roxana, una ragazza di Bogota’ e Milton, all’epoca generale di Polizia dell’Ecuador, due amici del gruppo ben preparati dalle loro rispettive Guide, Sujob e Kaneskin. Durante il tragitto, 45 minuti circa, ci guardiamo piu’ volte negli occhi attraverso lo specchietto retrovisore con una certa emozione, entusiasmo e consapevolezza di stare per assistere ad un evento privilegiato.

La signora Diva, seduta al mio fianco, molto concentrata, sembra continuare a ricevere informazioni via telepatia, perche’ ad un certo punto annuncia che arriveranno 5 navi, che ci sara’ un contatto visivo in cui i membri del gruppo rivedranno le proprie Guide e vi sara’ una comunicazione telepatica con loro. Le Guide descrivono anche un viaggio nel tempo, nell’epoca mitologica del Minotauro, attraverso un’apertura dimensionale che avrebbe creato una visione al passato con figure antropomorfe dell’epoca interagendo con i membri del gruppo. Inutile dire che l’emozione era enorme. Una visione del passato di fronte a noi? O noi viaggiando nel passato?

Improvvisamente, Diva si rivolge sorridendo a Roxana: “Sujob ti ringrazia molto per il regalo!” La ragazza annuisce sorpresa, non aveva detto niente a nessuno…ma con le Guide e’ difficile nascondere anche il pensiero piu’ nascosto…

In effetti, in una busta di plastica, ci sono delle meravigliose rose ecuadoregne, fiori che lei vuole regalare a Sujob in segno di affetto e stima. Normalmente le Guide non prendono fisicamente gli oggetti, ma li scannerizzano, li copiano e, via proiezione, se li portano a bordo delle navi. Roxana pensava di lasciarli per terra, o su qualche pietra dei muretti di Rumicucho, prima dell’arrivo delle navi.

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Rumicucho: mura di contenzione

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La linea che segna la vera meta’ del mondo, latitudine zero

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Scalinata pressocche’ perfettamente conservata

Alle 7 di sera, dopo meno di un’ora di tragitto, il monumento della “Mitad del Mundo” ci avvisa di essere quasi arrivati. Rumicucho e le sue rovine ci aspettano a poche centinaia di metri, tra la vegetazione quasi desertica e tremendamente secca del luogo e una flora conformata principalmente da cactus e bassi arbusti. Tra un paio di gasolineras di benzina, il pianto di cani scheletrici litigandosi il solito osso e un chiosco della Coca Cola con il tetto di lamiera che sembra a punto di cadere per via del vento, ci addentriamo in una stretta strada impolverata.

E rieccoci nella meta’ del nulla… ringrazio mentalmente Diva, le Guide, i Maestri e la Divinita’ per il privilegio di partecipare ad un evento talmente speciale ed emozionante da non poterci mai credere fino in fondo.

Con le macchine parcheggiate in fila indiana, scendiamo e contempliamo il panorama mozzafiato. Rumicucho e’ adagiata proprio sul bordo di un enorme e profondo burrone, dove un tempo sicuramente deve esserci stato un forte terremoto, tanto da staccare il territorio in due placche ben definite. Carico lo zainetto con acqua, un termos con the’ caldo, frutta e biscotti integrali: sara’ la mia cena, voglio stare leggero, avere i miei sensi svegli e la mia vibrazione piu’ forte possibile. Mi chiudo il giubbotto ed ispeziono la costruzione con la signora Diva: la serata si preannuncia lunga…

Rumicucho significa “angoletto di pietra”, nome dato per la sua ubicazione privilegiata sopra una collina oblunga di circa 600 metri di lunghezza, 150 metri di larghezza e 24 metri di altezza; un’opera in pietra ben conservata e caratterizzata da una bella struttura a terrazze, scalette precise e piccole “stanze”.

La roccaforte, costruita dagli Incas alla fine del XV secolo a scopi militari, serviva anche da struttura cerimoniale e soprattutto per le ricorrenze religiose legate al Dio Sole, alle feste dell’ Inti Raymi e alle cerimonie realizzate durante gli equinozi di primavera e i solstizi d’estate. Lungo uno stretto tunnel formato da due muretti di pietra che rappresenta, secondo studi recenti, l’originale “grado zero” di latitudine, immaginavo il sacerdote Inca camminare pomposo con cenere fumante in mano invocare gli Dei volanti dell’epoca, e magari invocare le stesse Guide che avremmo visto quella sera.

Entro con la signora Diva nel tunnel che divide i due emisferi della Terra e da li’ arriviamo in una grande stanza rettangolare, “Sai Andrea, posso ancora vedere che questa era la camera dei sacrifici, altro che cerminonie…vedo decine di spriti di giovani donne piangere disperate, ancora intrappolate cercando una via d’uscita da questo posto…ne sono successe di cose qui, nel nome del Dio Sole…”

Comincia a fare fresco, il sole se ne va a nascondere dietro il vulcano Pichincha ed il vento pian piano sta scemando. Cammino lungo il lato esterno della costruzione, osservando il dirupo profondo sotto di me, noto una piccola aquila volare godendosi il silenzio della vallata; sembra osservarmi e dire: “Guarda come me la passo bene io ”…e come darle torto…

Accampiamo formando un cerchio, sedendoci attorno ad una enorme pietra posta proprio sul punto piu’ alto della roccaforte; la pietra e’ ancora calda per il gran sole della giornata e appoggiandoci le mani mi sembra di ricevere un’energia ristoratrice. Si conversa a bassa voce, ci si concentra e medita, si pronunciano i nostri nomi cosmici, ovvero i nostri veri nomi, che appartengono al nostro spirito, dati dalle Guide anni prima per favorire l’armonia con l’ambiente circostante, l’apertura del terzo occhio, la sincronizzazione con gli elementi della Natura e i messaggi subliminali che la Natura stessa ci sta regalando. Tutto era li, in quel momento.

Nell’aria si sente la presenza delle Guide, sappiamo che sono vicine, conosciamo le sensazioni che il nostro corpo regala quando sono tra di noi.

Alle 8.50 di sera, la signora Diva ci avvisa che e’ il momento dell’incontro e che dobbiamo pepararci velocemente. Non ce l’ aspettavamo cosi’ presto, ma noto in lei un certo nervosismo. Eravamo in piena fase di meditazione, ci alziamo chiedendoci con lo sguardo se andasse tutto bene.

Il cielo e’ meraviglioso, decine di costellazioni visibili in modo chiaro, stelle cadenti schizzano velocissime solcando la volta celeste producendo scie fosforescenti, si osservano anche nebulose come quella di Orione e cumuli di stelle tintillanti come le Pleiadi. Ricordando bene l’appuntamento di Cochasqui dell’anno precedente, guardo attentamente tutte le costellazioni, scartando quelle conosciute e cercando di vedere se tra le stelle che non riconosco vi possano essere le navi cammuffate.

Diva annuncia la presenza di una grande “nave madre” situata momentaneamente in una frequenza e lunghezza d’onda invisibile agli occhi umani, e ripete a voce alta un messaggio della Guida Neloisis che annuncia la presenza della sola nave, e non cinque, per un improvviso cambio di piani. Le guide appariranno alle 9,09 esatte, di fronte ai membri del gruppo disposti in forma di rettangolo. Ci sara’ una breve comunicazione e una visione del passato nell’epoca mitologica del Minotauro e del labirinto di Cnosso.

Ci disponiamo formando un rettangolo e rimanendo in piedi prendendoci per mano, con Diva al centro dell’intersezione delle due diagonali. Attimi di silenzio profondo, tutto e’ incredibilmente quieto e oscuro, nel bel mezzo delle montagne. Una grande luce si abbassa all’orizzonte, e’ chiaramente un oggetto ellittico, con la piu’ classica delle forme a piatto; rimane lontano ma possiamo vedere che riprende quota, poi si riabbassa per poi rimanere statico, a non piu’ di 500 metri da noi.

Roxana lascia le rose sulla grande pietra centrale e ritorna nella formazione di benvenuto.

Ecco le Guide! Compaiono d’improvviso, ognuno di fronte al proprio “scolaro”, lacrime di gioia ed emozione, pelle d’oca e cuore a mille.

C’e’ Sujob che mostra a Roxana una proiezione delle rose, sembrano fisicamente differenti e luminose, c’e’ una Guida nuova, immagino sia Neloisis, di fronte alla signora Diva, molto alto, magro e con i capelli biondicci quasi bianchi e lisci. Kintor e’ di fronte a me, questa volta con una specie di tunica francescana, cosi’ come le altre Guide. Non si puo’ spiegare la sensazione di vedere un essere di quasi due metri emanando una serenita’ e un amore incondizionale, il suo sorriso e la sua voce entrare dentro la mia mente, un suono quasi metallico, simile a quando si collegano male le cuffie e si ascolta in “background”.

Mi dice “Sei l’amico di tutta la vita” subito prima di sparire; vediamo di fronte a noi una specie di tourbillon di immagini fantastiche di elmetti metallici e scudi, spade e lance, pareti oscure simili a carceri sotterranee con acqua che esce dalle intersezioni delle pietre, intravvedo delle donne correre urlando, una sequenza di immagini che si sovrappongono rapidamente, un grande toro entrare nella scena sbuffare e sbattere contro una parete, il tutto avvolto da una specie di nuvola blu e densa, nel completo silenzio. Cerco di toccare le immagini che mi avvolgono, ma le attraverso con le mani, sentendo una leggera scarica elettrica. Siamo noi a viaggiare nel tempo? Si e’ aperto un varco spazio temporale? Dove siamo veramente?

Mi avvolge una forte energia che mi fa ondeggiare ma i piedi sono saldamente ancorati al suolo e, come un surfista esperto sulle onde, rimango in piedi facendo uso dei muscoli delle gambe; vedo Milton scattare delle foto con il telefonino e gli altri membri del gruppo osservare estasiati le scene, l’ondulazione continua ma non cadiamo, siamo circondati dalle immagini tridimensionali ma non solide, come una proiezione, e ci osserviamo tra di noi: e’ qualcosa di trascendentale, qualcosa che supera i limiti dell’esperienza sensibile.

Cosi’ come erano apparse, le immagini improvvisamente spariscono, sorprendendoci nuovamente e facendoci gridare di emozione. Le Guide non ci sono piu’, la grande nave ellittica e’ ancora li, anche se comincia a salire molto lentamente.

Cominciamo eccitati a scambiarci opinioni su chi ha visto che cosa, scopro che la maggioranza ha avuto le stesse visioni, anche se non tutti hanno visto il toro ma tutti concordano nella sensazione di essersi sentiti come dentro una trottola che gira su se stessa, dondolando carichi di energia.

La nave continua a salire e a illuminarsi ancor di piu’, ma qualcosa sta succedendo sopra di noi: ci sono 2 oggetti triangolari scuri vicino alla nave e la scena che vediamo non la dimenticheremo mai: gli Ufo triangolari, con luci intermittenti ai tre vertici, “sparano” una specie di raggio simile a gelatina che deforma lo spazio e crea una specie di cubo trasparente che circonda la nave chiudendola in una dimensione autonoma.

La nave delle Confederazioni cerca piu’ volte di uscire da quella trappola dimensionale, ne esce con fatica rompendo il cubo ma i due Ufo triangolari ripetono l’attacco: finalmente la nave ne esce e crea a sua volta un tunnel dove rapidamente si immette e sparisce.

Tutto sopra i nostri sguardi esterrefatti. Tiro fuori il mio cellulare e scatto qualche fotografia nonostante il cielo scuro e la limitata capacita’ del telefono. Osserviamo i due Ufo triangolari che a malapena si distinguono nell’oscurita’, con luci intermittenti poste ai vertici, il corpo di un color grigio cenere, e osserviamo dei grossi tubi metallici color alluminio, simili ai condotti di areazione che si usano nei comuni edifici, messi quasi alla rinfusa sotto la loro “pancia”.

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La silhouette di una delle due navi dei Grigi, foto scattata con un cellulare

Le riconosciamo come le navi dei Grigi di Zeta Reticuli e rimaniamo immobili, noi poveri esseri umani indifesi e senza sapere che fare, anche se sappiamo benissimo che i grigi sono capaci di tutto. Fortunatamente se ne vanno una dietro l’altra a velocita’ folle.

Come spiegheranno successivamente le Guide, il sistema usato dai Grigi di Zeta Reticuli e’ quello di formare varchi dimensionali, creando una regione spaziale autonoma per avvolgere la vittima e lasciarla rinchiusa indefinitamente in un tempo e spazio parallelo. All’interno della regione, l’energia e’ immensa e puo’ eliminare la materia in questione di attimi.

In preda alla preoccupazione per cio’ che abbiamo visto, mentre impacchiamo le nostre cose e torniamo verso le macchine, ci rivolgiamo alla signora Diva per cercare una risposta possibilmente confortante.

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Dopo circa dieci minuti, la Guida Kaneskin invia un messaggio telepatico a Diva che lo trasferisce sul suo inseparabile quadernone e lo rilegge di fronte a un gruppo affamato di risposte:

Sapevamo della interferenza e della possibile presenza degli “innominabili” (i Grigi di Zeta Reticuli, n.d.a.) ma non potevamo mancare alla parola data a voi e ci siamo presentati. Neloisis ed altre due responsabili della nostra nave madre hanno ricevuto bruciature di poco conto e si trovano recuperandosi in una casa di accoglienza e sanazione in una pianeta delle Confederazioni. La nostra contattata Diva aveva avvertito, grazie alla sua intuizione, che qualcosa poteva non andare a buon fine, ma non vi preoccupate, la guerra contro i malvagi terminera’ a nostro favore. Grazie infinite per aver partecipato. Siamo sicuri che l’esperienza dimensionale con apertura epoca Minotauro, poca leggenda e molta realta’, sia stata recepita bene. L’amico e discepolo Milton vi mostrera’ una sorpresa piu’ reale della realta’ stessa.”

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Milton tira fuori meccanicamente il suo telefonino e revisa le foto scattate: sono tutte nere come la pece, meno una: rimaniamo esterefatti osservando quella che chiaramente e’ l’immagine della testa di un animale e l’occhio fissare il “fotografo”. E’ la foto realizzata all’interno di una vera apertura dimensionale creato dalle Guide, dove il leggendario Minotauro, evidentemente non cosi’ legato alle fantasie, irrompe nella scena.

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La foto scattata all’interno del vortice dimensionale raffigurante il viso del Minotauro

Durante il viaggio di ritorno a Quito, il mio pensiero torna alle Guide che hanno accettato il rischio di subire un attacco vigliacco dei Grigi assumendosi grandi rischi, solo per rispettare gli impegni presi con il gruppo.

Vogliamo credere alle parole di Kaneskin, ed in effetti nelle settimane successive, avremmo ricevuto messaggi rassicuranti.

 

Contatto 2: Un inaspettato finaleultima modifica: 2016-12-26T21:37:21+01:00da lion7911
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2 Responses

  1. Alfio
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    fantastico se fosse reale

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