Olda dei boschi

olda

“Destello de luz de los espiritus” dicevano le Guide quando chiedevo spiegazioni delle foto che scattavo in un appartamento dove vivevo.

Era il 2004 e mi trovavo in appartamento in affitto di un nuovissimo edificio costruito in un quartiere in espansione chiamato Ponciano, adagiato su una vasta estensione di boschi di eucalipto.

Spesso sentivo una presenza costante nel salone semivuoto, ma non avevo affatto paura, anzi, avevo curiosità di sapere che cosa mi attraeva e mi spingeva a passare la sera al buio del salone, nel quasi totale silenzio del quartiere.

Normalmente la presenza di uno spirito in una casa, in una stanza, crea un blocco psicologico a noi umani quasi del tutto incapaci di vedere tali fenomeni ma molto facilmente capaci di “sentire” una presenza differente o inopportuna, evitando di entrare in quella stanza, scendere quelle scale, aprire quella porta.

E’ capitato a tutti voi, crediate o non crediate ai fantasmi. Evitate di passare di lì…e risolvete il problema.

Mi sedevo sull’unica poltrona del salone, la sera, facilitato dal fatto che non avevo neanche una televisione, e passavo in silenzio le serate, nella semioscurità, cercando di vedere qualcosa.

Bastò la presenza della signora Diva Gomez, una mattina che mi visitò per conoscere il nuovo appartamento in affitto: non le avevo detto nulla, non avevo in fondo nulla da dirle riguardo a come passavo le mie serate, entrò nel salone e con la sua solita tranquillità mi disse:

“Andrea, c’e’ una “hada gigante” in quell’angolo”

“Una che?”

“Una hada (fata in italiano) , quegli esseri che la gente crede essere fantasia o leggenda, ma che esiste eccome in realtà parallele: la vedo, e’ una donna abbastanza alta, quasi come noi, vestita di bianco e con ali di libellula, sta piangendo, sta dando pugni davanti a se stessa, non riesce ad uscire dal varco che evidentemente e’ stato chiuso nel costruire il palazzo”

Ecco che cosa mi tormentava in salone, ecco perché’ passavo la sera al buio, quasi contemplando qualcosa che non ero in grado di vedere.

Per Diva vedere chiaramente presenze di realtà parallele è piuttosto facile, praticamente come noi vediamo le persone per la strada.

Da quel giorno, Olda, come la chiamai, mi fece compagnia in salone, tutte le sere.

Non potevo vederla, non la vidi mai, ma scattai tante fotografie, al buio, con il flash, anche una dopo l’altra, ed ognuna era differente: prima una foto completamente normale, dopo 1 secondo era piena di “destellos” ovvero scie luminose che l’obbiettivo capta come circoli di luce, quando uno spirito o una presenza luminosa passa di fronte l’obbiettivo.

Quando si parla di “orbs” luminosi si dice parzialmente la verità: e’ vero, possono essere insetti volanti, o particelle di polvere. Ma insetti volanti in salone non ce ne erano mai, soprattutto la sera, e la polvere si giustifica ad esempio sbattendo un tappeto o movendo una tenda Nel mio caso, il salone era quasi vuoto, e 2-3 fotografie consecutive a distanza di un secondo, mostravano differenze radicali della realtà.

super olda

Olda 3

Vi invito da oggi ad osservare le vostre fotografie realizzate in casa, non vi soffermate sui volti degli invitati, o le situazioni normali che le foto presentano,  sono sicuro che una di dieci presentano sfere semidense: polvere, insetti che passano proprio di lì (…) o presenze non proprio razionali…

Olda, la ragazza, o fata, rimase tutto il tempo cercando di rompere quella barriera invisibile creata dalla costruzione, anche quando sono andato via da quell’appartamento.

Mi dispiace che accadano cose così, ma per fortuna il tempo nella nostra dimensione scorre in maniera differente dalle altre, e sono sicuro che in qualche modo la “fata” sia riuscita a tornare nei suoi boschi

Olda dei boschiultima modifica: 2018-05-26T13:37:41+02:00da lion7911
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2 Responses

  1. Roberto
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    Ciao. Domanda piuttosto banale ma profondamente altruista: Non c’era modo di poterla tirarla fuori da quella trappola, magari con l’aiuto della Sig.ra Diva Gomez?

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